Traduttore universale.

8 febbraio 2010

In questi giorni mi sono messo a riguardare la serie Star Trek: Voyager, quarta delle famose serie di Star Trek. In brevissimo, si narra dei viaggi della nave stellare USS Voyager (semi-citazione per nerd), astronave della federazione dispersa nel quadrante Delta, praticamente al lato opposto della galassia a circa 70000 anni luce dalla terra.
Comunque non voglio iniziare una dissertazione su Star Trek… ma si, dai. Iniziamola invece.

In questa occasione vorrei puntualizzare qualche cosa a proposito di una tecnologia fantascientifica, una delle tante, comunemente usata in questa serie: il traduttore universale. Questo apparecchio è (riporto da Wikipedia) "dotato di algoritmi di intelligenza artificiale ed è in grado di apprendere una nuova lingua dopo un breve periodo di ascolto ed analisi automatica del linguaggio, la cui struttura viene comparata con quella di tutte le lingue conosciute per individuarne le similarità. La sua funzione specifica è quella di leggere le onde cerebrali emesse da ogni forma di vita che incontra, essendo queste molto simili in tutte le specie aliene e inviarne altre in modo che il cervello abbia l'impressioni di sentire nella stessa lingua. Tuttavia non appare a volte in grado di decifrare linguaggi alieni troppo complessi, se si discostano in modo notevole da tutti quelli già presenti nel suo database o le onde cerebrali sono sconosciute."

Ora, anche ammettendo che una tale tecnologia possa anche lontanamente esistere, come è possibile che il traduttore funzioni nella serie Voyager? Insomma, dovrebbe riconoscere lingue e idiomi di civiltà che vivono dall'altro lato della galassia. Bhe, in questo caso, anche ricorrendo alla sospensione dell'incredulità gli ideatori di questa serie hanno un po' esagerato.
Ma tant'è… l'incredulità la sospendo volentieri perché in fondo Star Trek è sempre Star Trek!

Il coro dei pompieri.

6 febbraio 2010

Il seminario del Venerdì pomeriggio.

5 febbraio 2010

Il capo: "…e mi piacerebbe che andaste a sentire i seminari. Insomma, ce ne sono tanti ogni settimana, mi aspetto che ne seguiate almeno un paio. Magari dando una preferenza per quelli del Venerdì pomeriggio che sono organizzati proprio per l'SV."
Noi tutti: "Si, ma abbiamo da fare in laboratorio."
Il capo: "Si, capisco benissimo, ma sarebbe il caso che, qualche volta, faceste qualche esperimento in meno e andaste a vedere qualche seminario."

A me va anche bene, ma quando l'esperimento non è assolutamente rimandabile e il seminario del Venerdì pomeriggio dura un'ora e quindici minuti il risultato è che si torna a casa alle 20:47…

…e domani si va di nuovo al lavoro…

Qui pompelmo ci cova…

3 febbraio 2010

Vi ricordate del povero pompelmo? Il nostro beneamato dottorando in erba? Quello che non si ricorda da qua al naso? Quello che non capisce una mazza di anticorpi e poco niente del resto? Quello che, come scritto in questo post, ha già fatto un casino madornale una volta e come ripetuto in quest'altro post ha perseverato nel fare casino? Bhe, insomma, cosa può fare uno così se non complicare sempre di più le cose?

Qualche giorno fa la porcellina (post-doc koreana, leggete qui per ricordarvi chi sono i protagonisti) ha preso a vagare per il laboratorio chiedendo a destra e a manca chi ha usato l'ultima volta l'anticorpo anti-Sox9.

Porcellina: "L'hai usato tu di recente?"
Filippo: "Io l'ultima volta l'ho usato a fine Dicembre."
Chiara: "Io pure."
Pancetta 1: "Io l'ho usato a Settembre."
Pancetta 2: "Io così…"
Pompelmo: "Io colà…"
NAT: "Io mai usato."
Topetto: "Io non lo so, non c'ero e se c'ero dormivo."
Gioacchino battendosi le mani sulle orecchie: "LA LA LA LA LA LA LA!"
Il diversamente abile non vede, non sente, non parla (e non fa una mazza come sempre).

Al lab meeting la porcellina chiede la parola e dice che il tubo mezzo pieno di anticorpo anti-Sox9 è misteriosamente sparito e gli altri anticorpi erano tutti in ordine sparso per le scatole. Poi continua dicendo che in seguito ad attenta analisi statistica, investigazione e meditazione ha scoperto che l'ultima persona ad aver usato l'anticorpo anti-Sox9 è stato pompelmo, ma non importa perché tanto c'è quello nuovo…

…che fatalità! Se mi avesse detto subito che non lo trovava più glielo avrei detto io che la colpa era senza ombra di dubbio di pompelmo. Ovviamente lui non ha proferito parola…

Hack Canon EOS 400D.

2 febbraio 2010

Periodicamente mi sorge il desiderio di cambiare macchina fotografica e, sistematicamente, la moglie mi inibisce e impedisce lo sperpero del patrimonio ormai comune (dovevo farlo prima di sposarmi… adesso è tardi…).
Ma perché volere una macchina fotografica nuova? E' il fotografo che fa belle foto? O la macchina? O l'obiettivo (dato che voglio pure quelli…)? A tal proposito mi viene in mente questa barzelletta: "Una sera un mio amico che si diletta di fotografia, invitato a cena, mostrò alcune foto che aveva portato con sè. La padrona di casa, guardandole, esclamò: "Bellissime, deve avere una macchina fotografica eccellente!". Al momento di andare via, il mio amico rivolto alla padrona, disse: "Ottima cena: lei deve avere pentole di buona qualità!". (Simon Evans)"

Comunque il punto è che secondo me una bella foto viene per l'70% dal fotografo e per il 20% dall'attrezzatura. Il restante 10% è il culo di essere al momento giusto nel posto giusto (con la macchina fotografica in mano, accesa e pronta a scattare). Quindi cosa manca alla mia Canon EOS 400D? Tante, tantissime cose che non sto neanche ad elencare. Ma il punto del post è che si può ottenere qualche cosa di più "hackerando" il firmware della EOS 400D, quindi se avete questa macchina e volete renderla un po' più "professionale" continuate a leggere.

Cosa si ottiene di più?
Poche cose, ma buone.
1. La possibilità di usare la sensibilità 3200 ISO (la 400D è limitata a 1600 ISO) e di avere passi intermedi tra i 100 ISO e i 3200. Si avranno quindi 100, 125, 160, 200, 250, 320, 400, 500, 640, 800, 1000, 1250, 1600, 2000, 2200, 3200. In neretto le sensibilità standard, le altre sono aggiunte dal firmware modificato. Ci sono anche i valori 32, 40, 50 e 80 ISO che sono selezionabili, ma corrispondono, in realtà, sempre a 100 ISO.

2. Possibilità di usare lo spot metering che, per chi non lo sapesse, è la misurazione dell'esposimetro integrato nella fotocamera in un punto (in questo caso centrale) molto piccolo. Questo permette una misurazione più precisa rispetto alle misurazioni parziali o pesate su tutto il campo ripreso dalla fotocamera.

3. Attivazione del menù tecnico (factory menu) che permette di fare alcuni test sulla macchina fotografica e di vedere il numero totale di scatti del corpo macchina.

Come si attiva tutto ciò?
Semplice. Appuratevi di avere la batteria completamente carica. Dopo aver aggiornato la macchina fotografica con l'ultimo firmware disponibile (1.1.1 dal sito Canon) seguite queste istruzioni:

ATTENZIONE, NON MI PRENDO ALCUNA RESPONSABILITA' PER EVENTUALI PROBLEMI, O MALFUNZIONAMENTI DELLA VOSTRA MACCHINA FOTOGRAFICA IN SEGUITO ALLA APPLICAZIONE DELLE ISTRUZIONI SUGGERITE!

- Formattate la scheda di memoria CF dal menù della macchina fotografica.
- Con un lettore di schede esterno copiate sulla root della scheda (in pratica fuori da ogni directory) il file testfir.fir che potete scaricare da qui.
- Inserite la scheda nella EOS 400D e accendete la macchina. Dal menù aggiornate nuovamente il firmware. Il display si spegnerà, quindi aspettate almeno 10 secondi, poi spegnete la macchina e togliete la batteria.
- Togliete la CF, usando di nuovo il lettore di schede fate una formattazione veloce con il computer e scaricate CardTricks 1.45.
- Avviate il programma scaricato e rendete la schedina avviabile cliccando su "CF boot sector" e quindi sul pulsante "Make Bootable".
- Scaricate quindi l'ultima versione disponibile del file AUTOEXEC.BIN da questo link. Il file ha, come estensione, la data di creazione. Rinominate il file in AUTOEXEC.BIN e copiatelo nella root della scheda di memoria.
- Inserite la scheda nella macchina fotografica e accendetela. Se il pulsante "Direct Print" si illumina brevemente di blu siete a cavallo! 

Ora per attivare le sensibilità ISO aggiuntive vi basta scegliere l'ISO dal solito menù e cliccare il tasto "Direct Print" più volte fino alla sensibilità ISO desiterata. Selezionate ISO 100 e premete il tastino per avere 125, 160. Selezionate ISO 200 e premete per avere 250, 320, e così via fino a 3200.

Per attivare la funzione spot metering scegliete la "misurazione valutativa" dall'apposito menù e premete il tasto "Direct Print". A quel punto il nuovo metodo di misurazione è attivo.

Per attivare il "Factory menu" entrate nel menù principale della fotocamera, premete il tasto "Direct Print", uscite dal menù e rientrateci. Voilà, fatto anche questo.

Ricordate, se formattate la scheda di memoria o usate una scheda diversa (senza l'AUTOEXEC.BIN) l'hack non funzionerà e tocca rifare tutto da capo. Se conoscete l'inglese date un'occhiata a questo sito dove è tutto spiegato per bene e trovate anche i files da scaricare. Il tutto fa parte del progetto Canon Hack Development Kit, una serie di software e firmware per alcune fotocamere Canon (anche compatte) che permettono di aggiungere funzionalità non presenti di default, dateci un'occhiata!

Le mosche volanti.

1 febbraio 2010

Le mosche volanti, oltre a quei "simpatici" insetti che tutti conosciamo, sono un difetto visivo. Il termine scientifico corretto è "miodesopsie" ed è dovuto a problemi di trasparenza dell'umor vitreo, la gelatina che riempie il bulbo oculare. In pratica la gelatina è un po' più densa del previsto, ci sono dei grumi che si vedono passare davanti all'occhio (in realtà tra pupilla e retina). Come mai parlo di mosche volanti? Perché sono affetto da questa "rogna" che ho scoperto di avere fin da piccolo.
Per la comunione mi è stato regalato un microscopio giocattolo, di quelli con i vetrini già preparati: una diatomea, l'ala di un insetto, un filamento di lana, etc.
Pensate che bello quando ho provato a coltivare dei parameci ed ho visto queste cose:

floaters

Io mi sono subito esaltato pensando di aver visto dei batteri! O delle amebe! O altre bestie simili! E invece no… mi sono anche reso conto che non riuscivo a fissarli con lo sguardo (bhe, i batteri si muoveranno…), ma peggio li vedevo anche senza vetrino…
E dato che proprio all'epoca si era già presentata la miopia, l'oculista mi ha detto: "Quelle cose che vedi sono dentro all'occhio e a volte possono venire fuori se ti viene un'influenza forte. Potrebbero sparire se bevi tanto succo di mirtillo". il succo di mirtillo non è servito e con queste mosche volanti ho imparato a conviverci. A dire il vero non è nemmeno difficile, passano davanti, ma si notano solo osservando uno sfondo chiaro e, soprattutto, a meno che non ci pensi non ci faccio quasi più caso.

…il problema si presenta adesso, quando i microscopi che uso non sono più giocattoli e quando ho una vera contaminazione di batteri nelle cellule di mammifero che sto coltivando… 

(Non che confonda le mosche volanti con i batteri, ma vedere questi grumi che passano davanti quando sto usando il microscopio a volte fa venire un po' di nervoso.)

Jimmy Bo Horne – Gimme Some

30 gennaio 2010

iAssorbente.

28 gennaio 2010

Niente: Newton era, come previsto, un nome "scomodo" o vecchio. iPad è il nome del nuovo aggeggio di Apple, nome che è già stato criticato e preso di mira perché in Inglese vuol dire anche assorbente (per meglio dire "materiale assorbente", e di conseguenza anche assorbente igienico). Bhe, quelli che criticano il nome e la scelta del reparto marketing di Apple non hanno in mente che: iPad è molto simile ad iPod, nome che tutti conoscono e, soprattutto, che se anche si pensa ad un assorbente comunque è un nome che resta in testa.

Perché non semplicemente…

26 gennaio 2010

…Newton? Dai, le scrivo pure io quattro righe sul nuovo prodotto Apple che dovrebbe essere presentato domani. C'è chi lo chiama iSlate, chi iTablet, chi iPad ma perché non Newton? Per chi non lo sapesse l'Apple MessagePad, è stato il primo palmare della famiglia Newton introdotto nel mercato dei prodotti tascabili. Questi PDA sono stati prodotti da Apple tra il 1993 e il 1998, nel periodo in cui al comando dell'azienda c'era John Sculley (che per la cronaca ha inventato il termine PDA) e Steve Jobs era a capo della NeXT. Lo stesso Jobs ha chiuso il progetto Newton, e ben altro, nel momento in cui è tornato ad essere CEO di Apple per risollevare la società dalla crisi. Comunque i Newton all'epoca erano considerati ottimi palmari e tutt'ora c'è chi li paragona all'iPhone.

Proprio per questo motivo non credo che Apple utilizzerà il nome Newton per un tablet (se mai sarà presentato un tablet). Un palmare è, come dice il nome, un dispositivo da tenere con una mano, da taschino: piccolo, leggero, facile da usare, portabile e usabile ovunque senza problemi. Un tablet da 10-11" è qualche cosa di troppo ingombrante per prendere il posto della classica "agendina elettronica" (ormai evoluta).
Inoltre mi parrebbe strano che Jobs, o chi per lui, facesse ricorso ad un nome "vecchio" per un ipotetico nuovo prodotto. Domani, quindi, gli interessati sapranno il nome, ma soprattutto la funzione di questo nuovo tablet/ebook-reader/aggeggio-tuttofare.

Detto tutto questo ritenendo iPad come appena accettabile penso che Newton sia buono, mentre sorvolo completamente su iTablet o iSlate. Vedremo…

Buuuaaaaaahahhhhhahhhhhhh!!

25 gennaio 2010

"Mamma, grazie! Buahhhh, grazie! Mi hai perdonato! Buahhhh….. buaaaaaaahahhhahahaahhhh…"
"Ragazza ebete-e-frignona? Puoi tornare nella casa con gli altri imbecilli!"
"Grazie Ale, grazie!!"
"Ragazzi, buaaaaaahhhahahaaa, ho visto la mia mamma… buaaaahahhhhhhh…."

…per fortuna che la moglie ha voluto vedere solo 30 secondi di Grande Fratello durante la pubblicità di "Criminal Minds". Se lo spettacolo fosse durato di più avrei buttato il televisore dalla finestra. O forse mi sarei buttato io.